Libero arbitrio (ma anche no) |6 (season finale)

Previously on “Libero arbitrio (ma anche no)”

  • Dalle congetture di Merleau-Ponty (sempre sia lodato) agli esperimenti a cranio aperto e cronometro alla mano di Libet, passando per i Searle e i Montague, per concludere con i Damasio, non pare esserci all’orizzonte, sia esso filosofico o neuroscientifico, una soluzione convincente al problema del libero arbitrio.
  • Se da un lato non può essere che un problema di paradigma, e dall’altro l’aver adoperato i medesimi termini usati e abusati (individuo e soggetto, razionale, etc) non può che aver creato problemi all’andazzo generale del discorso, rimane giusto da mettere qualche puntino sulle i prima dei titoli di cosa…

17_Occhio-590x449

Non è questione qui di approfondire la distinzione tra i due layer, biologico e psicologico introdotti addietro, quanto piuttosto il perché la scelta non può essere libera (laddove come si è visto libera significa non strutturalmente condizionata – o strutturalmente incondizionata, il che non ne altera il concetto).

La scelta non può essere libera perché, se dovessimo provare a incastrare una spiegazione utilizzando una terminologia obsoleta (la distinzione tra intelletto e ragione), nel dominio della scelta…

(a) Solo ciò che è un prodotto della ragione può essere libero (strutturalmente incondizionato).

(a1) Partendo dalla plurivocità di significati che vengono loro attributi dalla tradizione, volendo distinguere tra intelletto e ragione definiamo all’intelletto la facoltà di “intuire”, presentare alla coscienza (nel senso di rendere presente, cosciente) scenari reali e possibili integrando i domini percettivi ed emotivi, della memoriae dell’immaginazione.

(a2) Definiamo ragione la facoltà di “ragionare”, analizzare e valutare coscientemente gli scenari reali e possibili nelle loro conseguenze e implicazioni presenti e future (coinvolgendo probabilmente i medesimi domini della memoria e dell’immaginazione).

(b) Le possibilità non sono un prodotto originario ed esclusivo della ragione.

(b1) In quanto prodotto originario dell’intelletto (che integra il dominio emotivo) il possibile (gli scenari possibili) è polarizzato, gode di una carica di “senso” che si presenta connessa ad esso, diviene presente alla coscienza come un certo grado di senso appunto (ogni scenario possibile gode sempre di un certo grado – eventualmente anche quando irrilevante – tra l’auspicato e il non auspicato, tra il degradante e il nobilitante, l’interessante ed il noioso, etc).

(b2) Il “ragionamento”, l’analisi e la valutazione cosciente eseguita applicando pattern conosciuti, schemi logici e mentali noti etc, ha la funzione evolutiva di ottimizzare la scelta: si ipotizza che questa manipolazione-modellazione (del possibile, agganciando nuovi elementi allo scenario oggetto del ragionamento: conseguenze possibili, etc) abbia il potere di modificare la carica di “senso”, la polarizzazione di uno scenario. Continua a leggere “Libero arbitrio (ma anche no) |6 (season finale)”

Libero arbitrio (ma anche no) |5

Previously on “Libero arbitrio (ma anche no)”

  • Si è, a torto o ragione, distinto tra individuo e soggetto: si precisa che non si tratta di due entità separate (sebbene alcune funzioni possano sembrare appartenenti in parte o in toto ad un dominio piuttosto che all’altro) bensì di due fasi dell’individuo medesimo: la fase pre-razionale e quella razionale (o meglio le fasi pre-soggettiva e soggettiva dell’individuo);
  • si è ipotizzato che ciò che è libero, ergo incondizionato, non possa che appartenere alla fase razionale, e che a quest’ultima possa applicarsi la soluzioni di problemi attraverso la possibilizzazione (creazione di futuri possibili) ma non la scelta;
  • la problematizzazione prima, e la scelta poi, si è ipotizzato appartengano alla fase individuale pre-soggettiva (da intendersi non in senso cronologico): i problemi sono tali per l’individuo, così come la scelta (che avviene per polarizzazione) tra le varie soluzioni (pur costruite razionalmente, dunque incondizionate, ergo “libere”).

07_giorno_notte

Dunque, ancora una volta: le soluzioni pur costruite “liberamente” sono polarizzate “necessariamente”, e l’idea rimane quella che, si vedano le puntate precedenti, noi si sia obbligati e scegliere quella che per noi (individui e soggetti insieme) sia il futuro possibile maggiormente polarizzato o, detto altrimenti, carico di senso (o meglio che superi una qual certa soglia di senso relativamente alle altre possibilità esclusive, ma va bene così…).

Ci si permetta una dissertazione sulla questione della “scientificità” della cosa. Pare che l’ultimo decennio del novecento (quello dei Nirvana, per capirci) sia stato definito “il decennio del cervello”: una proliferazione brutta di roba neuroscientifica in riviste, periodici, siti, saggi d’ogni risma e chi più ne ha più ne metta di dita in gola per scampare a questa indigestione di piccole gioie cotidiane… Morale della favola? La nascita della neuroetica a metà tra la scienza e la filosofia; la caccia alla spiegazione della coscienza nella guerra guerreggiata tra i due poli del neuroscientifico (estremizzato nel fisicalismo in virtù del quale la mente viene ridotta al cervello) e del fenomenologico (estremizzato nello psicologismo in virtù del quale il pensiero è ben Harper rispetto all’organo); i problemoni relativi alla liceità del potenziamento cognitivo farmacologico; le menate forensi; le beghe sui neuroni specchio e, dulcis in fundo, un ritorno ai bei tempi andati di una volta, quando beltà splendea sugli occhi tuoi ridenti e fuggitivi: i tempi delle discussioni intorno al libero arbitrio. Ebbene? Continua a leggere “Libero arbitrio (ma anche no) |5”

Libero arbitrio (ma anche no) |4

Previously on “Libero arbitrio (ma anche no)”

  • Se quello descritto nei primi episodi della saga può descrivere, a torto o a ragione, il problema del libero arbitrio a partire da un presunto “funzionamento” (o meglio, una parte del) dell’individuo/soggetto, quali sono le implicazioni a livello morale ed etico, ed eventualmente politico ed economico?
  • Solitamente qui il pensiero s’arena nelle sabbie della responsabilità (se è come dite  che senso ha che io sia punito per?) o s’infrange contro lo scoglio dell’impotenza (se è come dite che senso ha che io mi dia da fare per?) che di fatto sono due facce della medesima moneta: quella fiat.

escher-soldiers.jpgLasciando da parte la questione del parallelismo tra la moneta fiat e la volontà fiat sollevato nella puntata precedente, e prima di addentrarci nella sabbie dell’etica, proviamo a cambiare prospettiva sulla cosa isolando alcune variabili: piacere, volere e agire; strutturale e non strutturale; incondizionato e condizionato; razionale e non razionale…

Continua a leggere “Libero arbitrio (ma anche no) |4”