evoluZionE (Pordenone, 25.05.2017)

Cari,

di seguito la trascrizione del mio intervento a chiusura di quella meraviglia che è stata “evoluZionE”, evento formativo-divulgativo sul tema delle cripto, con confronti serrati tra i cani da guardia della salute pubblica e qualche cima a livello globale del pianeta Bitcoin.2017-09-27 23.48.07

Vi risparmio la lapidaria introduzione sulla questione che, se le alt-coin possono pur appartenere a buon diritto al dominio del trading mordi e fuggi, e lo stesso al momento dicasi per la maggior parte delle ICO o token vari che dir si voglia, il mero scopo di lucro mal si applica a Bitcoin. Detto questo, ecco un primo assaggio di filosofia e criptovaluta.

Per concludere…

Il filosofo è l’amico del concetto, è in potenza di concetto. Ciò vuol dire che la filosofia non è una semplice arte di formare, inventare o fabbricare concetti, perché i concetti non sono necessariamente delle forme, dei ritrovati o dei prodotti. La filosofia, più rigorosamente, è la disciplina che consiste nel creare concetti. […] Creare concetti sempre nuovi è l’oggetto della filosofia. [Gilles Deleuze, Felix Guattari, Che cos’è la filosofia?, Einaudi, Torino, 1998]

Se guardassimo le criptovalute da un punto di vista concettuale? Quali sono i concetti sui quali si basa la loro genesi?

Il significato di criptovaluta.

Prima di affrontare il concetto, ci si soffermi sulla parola stessa: cryptocurrency o criptovaluta (più correttamente crittovaluta), ovvero una parola composta da crittografia e valuta che letteralmente significa “valuta basata sulla crittografia”, dove crittografia significa “scrittura nascosta” (capace di offuscare il messaggio rendendolo inintelligibile a chi non è autorizzato a leggerlo) e valuta significa “unità di scambio” (che ha lo scopo di facilitare il trasferimento di beni e servizi). Dunque… mezzo di scambio (volontario) che funziona con una scrittura nascosta di modo da celarne il contenuto a chi non è autorizzato a leggerlo.

In primo luogo, ogni concetto rinvia ad altri concetti, non soltanto nella sua storia ma anche nel suo divenire o nelle sue connessioni presenti. Ogni concetto è composto da elementi che possono essere a loro volta presi come concetti. [Gilles Deleuze, Felix Guattari, Che cos’è la filosofia?, Einaudi, Torino, 1998]

Partendo dal significato, guardando alle criptovalute da un punto di vista concettuale, le principali componenti caratterizzanti il concetto stesso si può affermare siano “riservatezza” e “libertà di scambio”.

Riservatezza e libertà di scambio.

Queste dunque le due maggiori componenti del concetto di criptovaluta. La prima implica la seconda, nella misura in cui solo uno scambio libero (senza richiesta di permesso) può essere riservato (la richiesta di permesso costituirebbe una chiara violazione della riservatezza). Queste due componenti del concetto sembrano a loro volta cristallizzarsi attorno ad un altro elemento: la decentralizzazione.

Decentralizzazione.

L’elemento della decentralizzazione è chiave riguardo al concetto di criptovaluta, poiché regge le due componenti di riservatezza e libertà di scambio. La decentralizzazione è un processo che permette il passaggio da una logica centralizzata (che nega o limita riservatezza e libertà di scambio) ad una dinamica appunto decentralizzata (che le garantisce). Decentralizzazione, o meglio, sistema decentralizzato, significa una strutturazione letteralmente “senza centro”, dunque senza alcuna realtà capace di negare o limitare, ancora una volta, riservatezza e libertà di scambio.

Quali altri elementi compongono il quadro concettuale? Altri elementi connessi alla decentralizzazione sono…

  • Trustless (non occorre riporre fiducia in intermediari)
  • Permissionless (non occorre chiedere il permesso)
  • Frictionless (non ci sono frizioni legati a terze parti)
  • Borderless (non ci sono confini)
  • Peer to peer (parità tra le parti)
  • Open source (trasparenza nel funzionamento)

Dal concetto alla realtà.

Nella realtà troviamo, innanzitutto e perlopiù come soleva dire Heidegger, incarnato il concetto di criptovaluta in una moneta digitale: Bitcoin. Bitcoin non è una realtà governativa, aziendale o altro: è un algoritmo in open source (trasparente, non controllato da “un qualcuno”, che si può scaricare liberamente e gratuitamente) che genera un sistema tra pari, decentralizzato (che non ha bisogno di un emittenti o controllori ovvero di un ente terzo), non fiduciario che permette scambi diretti e sicuri, senza confini, permessi, frizioni, garantendo libertà e riservatezza finanziaria.

E dopo essere passati dal concetto alla realtà, qual è il contesto e quali sono le forze in campo?

Il campo è chiaramente quello finanziario, che in questo momento è sottoposto alle logiche di regolamentazione governativa, all’interno di un contesto di…

  • Valute fiat (a corso forzoso)
  • Un sistema bancario centralizzato (e imprescindibile)

… Che non permettono libertà finanziaria e riservatezza.

Regolamentazione?

A quanto pare non potrebbe esserci dunque una contraddizione più aperta… Nella realtà Bitcoin non si pone in contrasto con i/il sistemi/a monetari/o vigente, ma si pone come alternativa ad essi/o. Attualmente l’utilizzo di bitcoin è di fatto complementare alle valute fiat (a corso forzoso), non sostitutivo. L’attuale equiparazione da parte del regolatore di Bitcoin a valuta estera dovrà probabilmente essere rivista qualora la criptovaluta continui la sua esponenziale diffusione sul territorio nazionale, ma la realtà è che la natura della stessa rende difficile qualsiasi tentativo di imbrigliarla all’interno di una regolamentazione statale: la libertà e la privacy finanziaria che il sistema decentralizzato rende possibile rendono altresì molto complesso rimettere il genio nella lampada.

In conclusione…

Per concludere, tutto è possibile… Dal punto di vista del regolatore, come detto, non sarà semplice rimettere il genio nella lampada. Dal punto di vista del sistema decentralizzato, il ruolo del regolatore, possibile solo all’interno di un sistema centralizzato, è idiosincratico. Niente lo racconta meglio di un aneddoto: Dopo aver sottoscritto nel 2014 quella che divenne celebre con il nome di Bitlicense (una speciale licenza rilasciata a quelle società finanziarie che operano con le virtual currency sul territorio dello Stato) il regolatore Benjamin Lawsky, a capo del New York State Financial Services lasciò la carica governativa per aprire una società di consulenza per aziende interessate ad investimenti e business in criptovalute.

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