Perché?

Perché se si credesse che la fede nel Cristo potesse “raddrizzare i torti”, si parlerebbe di cristovalute, ma non è questo il caso.

Perché dare quatto “martellate” a qualche concetto è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza eccetera eccetera.

Perché oggidì solo un miliardo su sette di personcine sul pianeta godono di un “conto” a quanto pare, e non sarebbe una cattiva idea metter in mano agli altri sei miliarducoli (tre dei quali coperti da internet) uno strumento per ricevere e scambiare moneta, tanto per dire.

Perché il denaro è il principale asset finanziario sul globo terraqueo, e non è carino che sia monopolio di governucci interessati e banchettine nazionali e commerciali che fanno un po’ quel che gli pare cavandone a piacimento e tenendosi su le brache gli uni con le altre.

Perché solo le capre (che non ci arrivano) e le pecore (che sono consenzienti) non collegano il controllo finanziario a quello sociale, e ci saremo anche cotti il razzo di questo monitoraggio ossessivo sulle nostre finanze del piccolo fratellino che parte dal presupposto che noi si sia brutti e cattivi e si voglia adoperare i nostri razzetti per fotterlo.

Perché voi non siate dei bitcojoni qualsiasi che si fanno scammare dal nugolo di truffatori che vogliono lucrare sul sistema raccontandovela e cogliondandovi a partire dalla vostra beata ignoranza.

Perché l’architettura di base parte dalla volontà di creare un sistema che non richieda un emittente, un controllore (dunque un ente terzo garante), costruito “ad assenza di fiducia” in maniera decentralizzata, resiliente e che permetta lo scambio diretto e sicuro (senza delegare tale ruolo all’esterno del rapporto), riservato (senza essere anonimo) e trasparente (grazie al registro condiviso, detto blockchain).

Perché creare un’architettura dove non occorra riporre la fiducia? Perché la Storia è maestra, di quelle che ci hanno bacchettato le mani più volte insegnandoci che la fiducia può essere tradita. Tanto per dire, le banche centrali possono inflazionare la valuta (vi dice niente il Quantitave Easing?), oppure le banche commerciali possono fallire (vi dice niente il Bail-in?). I governi poi, dal canto loro, possono pur confiscare o bloccare i trasferimenti (c’eravamo tanto Amato, 1992), o non accettare valute straniere o per ultimo passare a un sistema ritenuto più forte (Eurozona, uno a caso). Ergo, se vi è bastato imparare dalle bacchettate brutte che la Storia ha dato ad altri, quella passata (Argentina, Cipro) e quella recente (Grecia, MPS, Banco Etruria) sarete a dir poco disincentivati a fidarvi della gentaglia di cui sopra, e predisposti a passare ad una struttura ben differente: un elemento matematico (la crittografia asimmetrica che garantisce l’unicità di un soggetto); un elemento tecnico (la rete raggiunge il consenso attraverso una “proof of work”, valida la transazione e la iscrive nel registro condiviso, immodificabile); un elemento economico (l’incentivo che la rete attribuisce ai “miners”, che validano le transazioni). E tutti questi elementi, udite udite, sono strutturati per funzionare senza alcun intermediario, escludendo corruzione e malaffare a priori.

Perché riassumendo è appunto trustless (assenza di fiducia), borderless, (assenza di confini), frictionless and permissionless, (assenza di frizioni e di permesso): il sistema decentralizzato non è controllabile da alcuna entità governativa, pubblica o privata, oltre a restaurare la proprietà privata del denaro (ceduta al momento del deposito negli istituti di credito) rende l’accesso al credito immediato e illimitato, non assoggettabile a limiti e imposizioni, intermediari o confini.

Perché esprime in sommo grado tutte le caratteristiche che dovrebbe possedere una moneta, intesa sia come tecnologia (mezzo di scambio) che come principale bene finanziario: è unità di conto e riserva di valore (il sistema prevede un’emissione ad esaurimento che rende strutturalmente il BTC come bene la cui scarsità e rarità è destinata ad aumentare nel tempo); non deperibile ed omogenea (la valuta digitale non è afflitta da tutte le problematiche di deperibilità o eterogeneità materiale); è disponibile (occorre semplicemente scaricare un’applicazione gratuita, senza frizioni, confini e permessi); è verificabile e sicura (ogni transazione è tracciata nel rispetto della privacy, e la rete è mantenuta sicura dall’attività dei miners); è divisibile (frazionabile fino ad un miliardesimo, rende possibile microtransazioni); e portabile (facilmente trasportabile in ciascuna parte del globo, poiché da un qualsiasi accesso alla rete è possibile operare con il proprio denaro).

Perché se non ne avete capito il senso fino ad ora, lasciate perdere, andate a speculare col trading canonico e lasciateci coi nostri mulini a vento.

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