Quanto?

Ma quante sono queste criptovalute, e quanto valgono?

Di criptovalute ne nasce una ad ogni piè sospinto, mica per niente si usa il termine ALT-COIN, dove ALT sta per alternative e COIN per monete, chiaro? Alternative a cosa? Alternative alla prima criptovaluta, il bitcoin per appunto. Ma quanto vale un bitcoin?

Prima di dire quanto vale un bitcoin si permetta una riflessione generale sul valore, che, si badi è sempre e comunque soggettivo. Soggettivo per i più incolti significa che non c’è un valore oggettivo, ovvero che in natura (o nella realtà se vi piace di più) non c’è niente che abbia un valore stabilito: vi si può anche dire che un preservativo vale un dollaro bucato, ma si è più che certi che questo diventasse la condicio sine qua non (cioè quello di cui non puoi fare a meno per) per godere della creatura amata, ma anche di una mezza sbronza a caso, si sarà pronti a scommettere che sareste disposti a pagarlo ben più d’un dollaro bucato. Non vi piace l’esempio? Bene, immaginate di essere nel deserto senza acqua, e di dover scegliere se barattare tutto il vostro oro per una borraccia o meno. Capito il concetto? Quella borraccia ha un valore non definito, dunque non oggettivo. Perché? Perché il valore è soggettivo, chiaro adesso?

Posto questo, le cose generalmente godono di un valore di mercato. Quando questo non è drogato da cartelli o da qualche monopolio, certo. Il che significa che c’è un posto, il cosiddetto “mercato”, dove tendenzialmente è possibile acquistare o cedere il bene ad un certo prezzo. Tipo un’oncia d’oro vale tot dollari: significa che in linea di principio si dovrebbe poter acquistarla o cederla (se la si possiede) ad un certo prezzo (eventualmente modificato da saldi o sconti di sorta). Detto in modo volgarotto, il valore di mercato è quanto “la gente” normalmente è disposta a pagare per.

Il valore di 1 bitcoin, ad oggi, 23 agosto 2017 è di circa 3.600€, ovvero per i più compromessi con la matematica, spendendo 3.600€ potete comprare 1 bitcoin. Ma il valore di bitcoin cambia di giorno in giorno, e generalmente sale. Se prendete QUESTO articolo di un anno addietro, vedrete che all’epoca valeva circa 400€, ovvero per i più compromessi con la matematica in poco più di un anno ha fatto un “x9” (leggasi “per nove”), ovvero se ci aveste buttato qualche euro godreste ora della cifra moltiplicata nove volte.

Chi fosse intenzionato a tenere d’occhio la simpatica erezione del bitcoin, la qual cosa sta riscuotendo una qualcerta attenzione dal mondo delle banche commerciali e nazionali (che iniziano a guardarsi alle spalle), può farlo in innumerevoli luoghi, tipo blockchain.info o dove vi pare.

Per quanto riguarda le altre criptovalute, suvvia, vi consiglio una botta di sana arte dell’arrangiarsi. L’importante è che sia passato il concetto di soggettività del valore, che pian piano vi permetterà di capire che nessuno (stati, banche e altre amenità) dovrebbe “fissare” il prezzo di niente, perché questo tende a generare disastri. Ma a questo ci si arriverà con gran calma, così come a questionare sul fatto che in linea di principio la moneta, ovvero il bene finanziario più importante (rifletteteci: è quello che riuscite a cedere con più facilità in cambio di altri beni – dovete solo capire che in ogni transazione c’è sempre un bene che viene scambiato con un altro) dovrebbe essere di proprietà di chi lo utilizza, e non monopolio del connubio stato-banche. Le criptovalute lo sono, o perlomeno Bitcoin lo è, perciò per ora godetevelo e basta così.