Libero arbitrio (ma anche no) |3

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  • escher_relativityDal punto di vista relativo al soggetto il reale appare casuale, mentre in senso assoluto è causale (o necessario, dipendente da leggi – anche quando non valide in assoluto ma solo in porzioni di esso o entro certe soglie – e indipendentemente dalla conoscenza delle stesse leggi che lo regolano);
  • il processo di possibilizzazione è il risultato di una “interpretazione” (soggettiva) del reale, ed è questo a caricarlo di senso, ergo;
  • ciascuna possibilità è polarizzata;
  • scelta (ergo, non-scelta) per la possibilità maggiormente polarizzata (carica di senso).

E, dulcis in fundo: (a) ordino “individualmente” la realtà in un campo di possibilità; (b) analizzo “soggettivamente” le conseguenze ipotetiche relative ai campi di possibilità ordinati; (c) rimpasto l’analisi soggettiva in un loop…

… che viene spezzato dal tempo: il dinamismo del divenire, il farsi dell’essere costituente la realtà costringe alla scelta, al fare o al non fare, modula l’azione e l’inazione in virtù di un principio “di soglia” (una sorta di “good enough”, emerge “più senso” in una direzione anziché in un’altra) all’interno di determinate “porzioni” di realtà. Continue reading “Libero arbitrio (ma anche no) |3”

Libero arbitrio (ma anche no) |2

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  • Razionale: la reale o presunta facoltà di scegliere “liberamente” tra differenti possibilità.
  • Senso: la scelta non può essere randomica, deve avere “senso”.
  • Presenza: il presente è popolato da possibilità che si “incarnano”.
  • Individuo/soggetto: dotato di una presenza “pre-razionale”.
  • Polarizzazione: incarnandosi nel pre-razionale il possibile prende il suo “senso”.
Posto questo, si è raggiunto un doppio livello di esclusione del “libero arbitrio” (faccio il pazzo che mi care):
  • non si sceglie tra possibilità neutre, ma la possibilità (o meglio i futuri possibili) è già stata digerita, ergo polarizzata;
  • tra possibilità polarizzate (ipotizzando esclusività) scelgo necessariamente (ergo, non scelgo) la possibilità con il maggior carico di senso (a titolo di ipotesi: scelgo – o meglio, non scelgo ma faccio – di fare nel tempo x l’azione y con le conseguenze z che si ripercuoto sul resto del reale che sperimento).
A scanso di equivoci si riprenda da:
“Il presente (ovvero la nostra presenza razionalmente consapevole) è caratterizzato dunque dal presentarsi (divenire presenti, appunto) di possibilità”

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Libero arbitrio (ma anche no) |1

Questo è il primo intervento squisitamente filosofico, dove non si fa accenno alle cripto, fatevene una ragione. Per placare la vostra criptosete ricordo che avete sempre le voci cosa, come, dove, perché, quando e quanto?

 

images2La tesi viene qui presentata nella sua forma più scarna, puerile e trasmissibile (ci stiamo lavorando da settordici anni), senza fare riferimento ad altri pensatori o testi, e sarà soggetta a future specificazioni, integrazioni, ulteriori masturbazioni quando non violenze vere e proprie.

RAZIONALE

Percepiamo il nostro presente come razionale. Per razionale si intende qui la reale o presunta facoltà di scegliere consapevolmente tra un determinato numero di possibilità, parallele, alternative o esclusive tra esse. [ES: andiamo al cinema e poi al bar; andiamo al cinema ma non al bar; andiamo a giocare a calcetto invece che andare al cinema, eccetera eccetera].

La ragione non ha in sé la ragione (della scelta). Continue reading “Libero arbitrio (ma anche no) |1”